Associazione InterRegionale dei Trapianti (AIRT)

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Donatori AIRT 2013

Donatori AIRT 2013

Donatori 2013

Nel corso del 2013 le regioni afferenti all’AIRT hanno segnalato 830 potenziali donatori, con un aumento del numero di segnalazioni rispetto all’anno precedente in cui erano state 794. Questo dato si è associato ad una sostanziale stabilità del numero di opposizioni (28%), e ad un aumento del numero di donatori che sono stati poi effettivamente utilizzati (415 nel 2013 rispetto ai 374 del 2012).
Il risultato del 2013 è un buon risultato, soprattutto se inserito in un momento storico di crisi, economica in primis, che ha colpito il territorio nazionale.
Come sempre resta differenziato l’apporto delle singole regioni AIRT al risultato complessivo. Il Piemonte ha chiuso il 2013 con un p.m.p. in aumento (29,8 rispetto al precedente 26,1 del 2012). Buono il risultato dell’Emilia Romagna, con un p.m.p. di 24.4 rispetto al precedente 25.3. La Toscana registra un bell’aumento nel numero dei donatori utilizzati (35,1 rispetto al precedente 31.0). La Puglia, con 8,6 p.m.p. donatori utilizzati, migliora il dato del 2012 (6.9). La Provincia Autonoma di Bolzano chiude il 2013 con l’ottimo dato di 21,8 p.m.p., superando di gran lunga il risultato ottenuto nel 2012 (9.9).
Rapportati al quadro nazionale, i dati dell’area AIRT, restano anche quest’anno di eccellenza.
In particolare si registra un aumento dell’attività di trapianto cuore (57 trapianti rispetto ai 48 del 2012), anche se si è ancora lontani dall’eccezionale risultato del 2011. Si registra inoltre un buon aumento del numero dei trapianti di fegato (380 trapianti rispetto ai 347 del 2012) e di rene (532 trapianti fatti nel 2013, rispetto ai 528 del 2012).
I dati epidemiologici evidenziano, in linea con la tendenza degli ultimi anni, l’età mediana avanzata dei donatori (66 anni) e la patologia cerebro vascolare (62%) come principale causa di morte.
E’ pressoché costante il numero delle rianimazioni che hanno collaborato al procurement segnalando potenziali donatori: 30 in Piemonte-Valle d’Aosta, 22 in Toscana, 14 in Emilia Romagna, 14 in Puglia, e 5 nella Provincia Autonoma di Bolzano. Si sottolinea come l’apporto delle piccole rianimazioni sia sempre di gran supporto all’attività. A tutte le rianimazioni va il nostro ringraziamento sincero per l’eccellente lavoro svolto, in carenza di organici e riconoscimenti economici.